Nutrizione e benessere di Mariella Saudelli

Cistite Cronica e Interstiziale

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Prevenire la cistite a tavola: cosa devi sapere

Un’alimentazione corretta più aiutare a prevenire le infiammazioni tipiche della cistite cronica/interstiziale. Ecco alcuni consigli.

Nei soggetti affetti da patologie legate all’urotelio, come per esempio la cistite cronica e interstiziale, la dieta riveste un ruolo importante: alcuni alimenti, infatti, possono contribuire a peggiorare i sintomi. Un’alimentazione corretta più aiutare a prevenire le infiammazioni tipiche della cistite cronica.

La motivazione del peggioramento della sintomatologia è giustificata dal fatto che le sostanze tossiche vengono eliminate con l’urina e il contatto di queste con l’urotelio già compromesso scatena reazioni tipo bruciore e dolore ancora più intenso. Ricordati, in ogni caso, di discutere dell’argomento con il tuo Specialista di riferimento che ti aiuterà nella scelta più corretta degli alimenti adatti alla tua specifica situazione.

In generale bisognerà evitare alimenti altamente acidi, cibi piccanti, bevande come tè, caffè, alcool, i dolcificanti artificiali e i conservanti perché possono provocare irritazioni della vescica e peggiora

Nei soggetti affetti da patologie legate all’urotelio, come per esempio la cistite cronica e interstiziale, la dieta riveste un ruolo importante: alcuni alimenti, infatti, possono contribuire a peggiorare i sintomi. Un’alimentazione corretta può aiutare a prevenire le infiammazioni tipiche della cistite cronica. La motivazione del peggioramento della sintomatologia è giustificata dal fatto che le sostanze tossiche vengono eliminate con l’urina e il contatto di queste con l’urotelio già compromesso scatena reazioni tipo bruciore e dolore ancora più intenso.

Alimenti da evitare

  • latte e latticini: formaggi stagionati, panna acida, yoghurt;
  • zuccheri;
  • bevande alcoliche: birra, bibite gassate, caffè, the, succo di mirtilli neri, vino;
  • frutta:  agrumi, mirtilli neri, uva, pesche, ananas, prugne, melograno, fragole, succhi derivati da questi frutti, quasi tutta la frutta secca;
  • verdure: fave, fagiolini, cipolle, pomodori;
  • condimenti-spezie: maionese, cibi speziati, cibi etnici (cinesi, messicani, indiani, tailandesi), salsa di soia, aceto, cioccolata;
  • carne e pesce: in scatola, essiccato, affumicato, acciughe, caviale.

 Alcuni consigli per non cadere in depressione

Una dieta molto restrittiva in molti casi fa sentire chi la segue diverso, limitato, depresso e costantemente malato anche quando sta bene. La depressione abbassa la soglia del dolore e libera sostanze che diminuiscono le difese immunitarie favorendo l’infiammazione. Di conseguenza la dieta severa invece di prevenire l’infezione urinaria potrebbe addirittura favorirla. E’ importante quindi limitarsi all’eliminazione dei soli alimenti verso i quali si sia appurato il reale effetto irritante. Una dieta rigida inoltre, impedisce di apportare importanti nutrienti all’organismo già debilitato da lunghe terapie antibiotiche.

Ciò che degli alimenti può irritare è la presenza di ossalati ed il potenziale acidificante. Gli ossalati tendono ad aggregarsi (soprattutto in ambiente acido) formando cristalli di acido urico che possono graffiare le pareti uroteliali infiammando la vescica e provocando l’insorgenza di dolore. L’acidità in una vescica infiammata provoca il peggioramento immediato della sintomatologia (non provoca nulla invece se la vescica è sana).

Alimenti e sostanze generalmente tollerati:

cioccolata bianca, formaggi non stagionati (crescenza, mozzarella, Jocca, etc), altre verdure e pomodori di produzione propria, meloni, pere, cereali, pane (tranne quello di segale), pasta, patate, riso, carne, pesce, mandorle, anacardi, pinoli, caffé e te decaffeinati, aglio e i condimenti non riportati nella lista precedente.

(Questa lista si riduce in caso di eventuali intolleranze alimentari)

Come scoprire se ci sono e quali sono gli alimenti scatenanti?

Bisognerà partire da una dieta che preveda solo i cibi concessi per qualche settimana (vedi lista delle sostanze generalmente tollerate) e introdurre gradualmente e lentamente (uno alla settimana circa) tutti gli altri alimenti (vedi lista delle sostanze potenzialmente irritanti). Se l’introduzione di quella sostanza non incrementerà i sintomi la si potrà continuare a mangiare, viceversa se riappariranno o peggioreranno i fastidi si avrà la certezza che quel cibo è irritante.

Una volta individuati gli alimenti a rischio non è necessario eliminarli totalmente. Sicuramente bisognerà evitarli in fase acuta, quando cioè la vescica è infiammata e quindi molto sensibile ed irritabile. Passata questa fase, in base alla reazione individuale li si può mangiare in modo limitato. Talvolta è sufficiente diminuirne le quantità per non avere sintomi, in altri casi basta aumentare l’intervallo che passa tra un’assunzione e l’altra.

Le informazioni qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.